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Ha letto ma non ha capito niente: comprensione del testo e autismo

Ha letto ma non ha capito niente: comprensione del testo e autismo

Sa leggere benissimo, conosce tante parole, eppure quando chiedi cosa ha capito del testo… il silenzio. È una delle esperienze più frequenti e sconcertanti per i genitori e gli insegnanti di bambini con disturbo dello spettro autistico: un lettore tecnicamente fluente che fatica a estrarre il significato da ciò che ha letto. Questo fenomeno ha un nome preciso — iperlessia — ed è una delle manifestazioni più caratteristiche e meno comprese del profilo cognitivo autistico.

La ricerca scientifica ha chiarito che le bambine e i bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) sviluppano spesso ottime abilità di decodifica — la capacità di riconoscere e pronunciare le parole scritte — ma incontrano difficoltà significative nella comprensione del testo, che è un processo cognitivo di ordine superiore, più astratto e profondamente intrecciato con il linguaggio pragmatico, la teoria della mente e la memoria di lavoro. La comprensione della lettura richiede la capacità di processare simboli scritti con velocità e accuratezza adeguate. Inoltre, l’interpretazione letterale porta spesso i bambini autistici a ignorare metafore o il contesto sociale durante la lettura. Non si tratta di un paradosso irrisolvibile: con le strategie giuste, sistematiche e adattate al profilo individuale del bambino, la comprensione si può insegnare, allenare e migliorare significativamente.

Punti Chiave

•       Decodifica ≠ Comprensione. Nei bambini autistici queste due abilità si sviluppano in modo indipendente: saper leggere ad alta voce con precisione non implica affatto aver capito il testo. L’intervento deve mirare esplicitamente alla comprensione, senza dare nulla per scontato.

•       L’approccio graduale e strutturato è la chiave. Si parte dalla comprensione di frasi singole e semplici, si avanza progressivamente verso testi più lunghi e complessi. La suddivisione del testo in unità brevi con domande intermedie è una delle tecniche più efficaci e validate dalla pratica clinica.

•       Il canale visivo è un alleato prezioso. Immagini, mappe concettuali, schemi colorati e supporti iconografici sfruttano il punto di forza tipico del profilo autistico — l’elaborazione visiva — per facilitare la costruzione del significato e la memorizzazione delle informazioni.

Perché i bambini autistici faticano a comprendere il testo

Ha letto ma non ha capito niente: comprensione del testo e autismo

Per comprendere come intervenire, è fondamentale capire prima perché la comprensione del testo rappresenta una sfida così specifica nel profilo autistico. Non si tratta di un problema unico, ma di una confluenza di più fattori cognitivi che si intrecciano e che generano diversi problemi nella comprensione del testo:

•       Focus sui dettagli e difficoltà di coerenza centrale: molti bambini autistici tendono a elaborare i dettagli con grande precisione, ma faticano a integrarli in un significato globale. Possono ricordare ogni singola parola di un brano e non sapere di cosa parlasse nel complesso. Questa caratteristica — descritta in letteratura come “debolezza della coerenza centrale” — è uno dei principali ostacoli alla comprensione.

•       Difficoltà con il linguaggio inferenziale: comprendere un testo richiede di fare inferenze, cioè di collegare informazioni esplicite con conoscenze pregresse per ricavare significati impliciti. I bambini autistici tendono a interpretare il linguaggio in modo letterale, rendendo difficile cogliere ciò che non è scritto esplicitamente (“il bambino non mangiava più: era triste” implica una connessione causale che non è detta.). Inoltre, possono avere problemi a cogliere il messaggio complesso o implicito che l'autore intende trasmettere attraverso il testo.

•       Difficoltà con la teoria della mente: comprendere le emozioni, le intenzioni e le motivazioni dei personaggi di una storia richiede la capacità di mettersi nei loro panni. La teoria della mente — la capacità di attribuire stati mentali a sé e agli altri — è spesso compromessa nell’autismo, rendendo particolarmente difficile la comprensione dei testi narrativi.

•       Memoria di lavoro e carico cognitivo: se una parte delle risorse cognitive è impegnata nella decodifica corretta delle parole, ne rimane meno per la comprensione. Allo stesso modo, testi lunghi che richiedono di tenere in mente molte informazioni contemporaneamente possono sovraccaricare la memoria di lavoro. La semplificazione della struttura del testo aiuta a prevenire il sovraccarico informativo.

•       Linguaggio ricettivo e vocabolario contestuale: alcune parole cambiano significato a seconda del contesto, le espressioni idiomatiche sono opache, le metafore non si leggono alla lettera. Per un bambino che elabora il linguaggio in modo prevalentemente letterale, queste caratteristiche del testo scritto costituiscono ostacoli frequenti e spesso non riconosciuti dagli adulti.

Per approfondire le basi scientifiche di questo quadro, leggi l’articolo di Upbility su comprensione della lettura e autismo, che analizza in dettaglio la relazione tra decodifica, comprensione e profilo cognitivo autistico.

Il punto di partenza: valutare il livello attuale

Prima di qualsiasi intervento, è indispensabile capire dove si trova il bambino. La valutazione del livello di comprensione deve essere separata dalla valutazione della decodifica: un bambino che legge bene ad alta voce potrebbe non comprendere quasi nulla, e viceversa. Questo disallineamento è spesso fonte di aspettative scorrette da parte degli adulti.

Alcune domande diagnostiche utili per il genitore e l’insegnante:

  • Il bambino è in grado di rispondere a domande letterali su ciò che ha appena letto (chi, cosa, dove, quando)?
  • Sa ricavare informazioni implicite o fare semplici inferenze causali?
  • Riesce a riassumere a parole proprie il contenuto di un testo breve?
  • Comprende le emozioni o le motivazioni dei personaggi?
  • Sa distinguere l’idea principale dai dettagli secondari?

Le risposte a queste domande orientano verso il livello di intervento più appropriato. La serie di materiale e materiali Upbility “Sviluppare la comprensione della lettura per i bambini con disturbi dello spettro autistico” offre proprio questo: livelli progressivi di difficoltà, da frasi elementari a testi completi, testati nella pratica clinica, che permettono di individuare il punto di partenza e avanzare con gradualità. La strutturazione delle informazioni su ogni pagina dei materiali è pensata per facilitare la comprensione, grazie a una disposizione chiara e accessibile dei contenuti.

Inoltre, queste risorse consentono di affrontare non solo le difficoltà principali, ma anche altre sfide o livelli di difficoltà che possono emergere nel percorso di apprendimento. Le attività presenti nel libro di comprensione includono l’associazione di espressioni a immagini e la risposta a domande sui testi, favorendo così un approccio pratico e mirato allo sviluppo delle competenze di comprensione del testo nei bambini autistici.

Strategia 1: Approccio graduale — dalla frase al testo

La strategia più solida, validata sia dalla ricerca che dalla pratica clinica con bambini autistici, è l’approccio a progressione graduale. Si inizia dall’unità minima di significato — la frase semplice — e si avanza passo dopo passo verso testi sempre più lunghi e complessi, aggiungendo variabili una alla volta. L’acquisizione delle competenze comunicative e linguistiche può essere facilitata da strategie graduali e attività mirate, che tengano conto delle specifiche esigenze dei bambini autistici.

•       Fase 1 — Comprensione della frase semplice: “Il bambino mangia la mela.” → “Cosa mangia il bambino?” Il bambino deve rispondere a domande di tipo letterale su chi, cosa, dove. Si lavora prima in forma scritta, poi orale.

•       Fase 2 — Introduzione delle emozioni: “Il bambino piange perché ha perso il cane.” → “Come si sente il bambino? Perché?” Si introduce la dimensione emotiva e causale, fondamentale per la comprensione dei testi narrativi.

•       Fase 3 — Frasi più articolate con quando/dove/perché: si aggiungono progressivamente le circostanze temporali, spaziali e causali, rendendo le frasi più simili a quelle che si trovano nei testi scolastici reali.

•       Fase 4 — Brevi testi con domande intermedie e associazione immagini-frasi: si passa a testi di 2-3 frasi, con una domanda di comprensione dopo ogni unità. In questa fase, è utile proporre esercizi di associazione tra frasi o espressioni e immagini, per rafforzare la connessione tra elementi visivi e linguistici e facilitare la comprensione. Solo quando il bambino risponde correttamente si prosegue con la lettura.

•       Fase 5 — Testi più lunghi e riassunto: si aumenta la lunghezza del testo mantenendo le domande, e si introduce la richiesta di riassunto, prima con supporto (“quali sono le 3 cose più importanti di questa storia?”) poi via via più autonomo.

L’utilizzo di attività ludiche, come giochi di associazione o quiz interattivi, può migliorare le abilità linguistiche nei bambini autistici, rendendo l’apprendimento più coinvolgente ed efficace.

Un consiglio pratico di grande efficacia, testimoniato anche dalla pratica familiare: non chiedere mai al bambino di leggere ad alta voce e rispondere alle domande nello stesso momento. Quando la fonazione assorbe l’attenzione, la comprensione ne soffre. Lascia che legga prima in silenzio, poi eventualmente ad alta voce, e solo dopo poni le domande.

Strategia 2: Supporti visivi e mappe concettuali

Il canale visivo è tipicamente il punto di forza nel profilo cognitivo autistico: le informazioni presentate visivamente sono elaborate con maggiore facilità e precisione rispetto a quelle verbali. Sfruttare questo vantaggio nella didattica della comprensione del testo è non solo lecito — è necessario.

•       Immagini abbinate al testo: affiancare ogni parte del testo a un'immagine che ne rappresenti il contenuto principale facilita la costruzione del significato. Chiedere al bambino di abbinare immagini a frasi o paragrafi è anche un'ottima attività di verifica della comprensione.

•       Mappe concettuali: costruire insieme al bambino una mappa concettuale dopo la lettura — con personaggi, luoghi, eventi e relazioni causali rappresentati graficamente — lo aiuta a integrare le informazioni e a visualizzare la struttura del testo. Le mappe non sono solo uno strumento di restituzione: il processo di costruzione è già di per sé un'attività di comprensione profonda.

•       Codice colore per gli elementi narrativi: assegnare un colore a ogni categoria informativa (personaggi = rosso, luoghi = blu, azioni = verde, emozioni = giallo) permette al bambino di "vedere" la struttura del testo mentre legge, facilitando l'estrazione dell'idea principale e delle informazioni rilevanti.

•       Sequenze di immagini: per i testi narrativi, ricostruire la sequenza degli eventi attraverso immagini da ordinare cronologicamente è un'attività potente per sviluppare la comprensione temporale e causale della storia.

Per approfondire come sviluppare le capacità comunicative e linguistiche che sono alla base della comprensione del testo, consulta la guida di Upbility sulle 10 tecniche efficaci per sviluppare la comunicazione nell'autismo.

Strategia 3: Lavorare sulle inferenze e sulla teoria della mente

La comprensione profonda di un testo richiede di andare oltre le parole scritte: capire quello che non è detto esplicitamente, riconoscere le emozioni dei personaggi, anticipare cosa succederà. Queste abilità sono strettamente legate alla teoria della mente e alle competenze inferenziali, entrambe spesso compromesse nel profilo autistico. Possono però essere insegnate esplicitamente. Durante queste attività, è fondamentale lavorare sull’attenzione del bambino, poiché la capacità di mantenere la concentrazione facilita la comprensione e l’interpretazione dei testi.

•       Domande a “basso e alto ordine”: le domande letterali (“Dove va il bambino?”) sono il punto di partenza, ma l’obiettivo è avanzare verso domande inferenziali (“Perché pensi che il bambino si sia sentito così?”, “Cosa succederà dopo?”). Questo passaggio va guidato, mai dato per scontato, e aiuta il bambino a cogliere il messaggio implicito trasmesso dal testo.

•       Storie sociali come ponte verso la comprensione narrativa: le storie sociali, già utilizzate per insegnare comportamenti appropriati, sono anche un ottimo strumento per allenare la comprensione di situazioni sociali narrate in forma scritta. Abituano il bambino a leggere testi con un focus sulle emozioni e sulle prospettive altrui. Scopri come usarle nel dettaglio nella guida Upbility sulle storie sociali per l’autismo.

•       Il gioco del “perché”: abituare il bambino, durante la lettura condivisa, a rispondere sistematicamente alla domanda “perché?” dopo ogni evento narrativo. All’inizio la risposta può essere guidata dall’adulto; progressivamente il bambino impara a formularla autonomamente.

•       Lavorare con le emozioni dei personaggi: usare cartine delle emozioni o faccine durante la lettura per indicare come si sente ogni personaggio in ogni momento della storia. Questa attività sviluppa sia la comprensione del testo sia le competenze emotive generali.

Strategia 4: Potenziare il vocabolario e il linguaggio ricettivo

Ha letto ma non ha capito niente: comprensione del testo e autismo

Un vocabolario limitato o la difficoltà a comprendere parole decontestualizzate sono spesso un ostacolo invisibile alla comprensione del testo. Molti bambini autistici comprendono le parole del loro ambiente quotidiano ma faticano con i termini astratti, le polisemie (parole con più significati) e le locuzioni idiomatiche frequenti nei testi scolastici.

•       Pre-insegnamento del vocabolario: prima di leggere un testo nuovo, presentare e spiegare le parole chiave che potrebbero essere sconosciute o ambigue. Questo processo facilita l’acquisizione di nuove parole e competenze linguistiche. Abbinare ogni parola a un’immagine e a una frase contestualizzata ne facilita la memorizzazione e il recupero durante la lettura.

•       Glossario personalizzato visivo: costruire con il bambino un quaderno o un cartellone dove ogni parola nuova viene accompagnata da un’immagine e da una definizione semplice. L’attività di associazione tra parola e immagine rafforza la comprensione e la comunicazione. Questo strumento diventa un riferimento durante la lettura e un archivio di vocabolario in crescita.

•       Lavorare sul linguaggio ricettivo: il linguaggio ricettivo — la capacità di comprendere il linguaggio udito o letto — è spesso compromesso nell’autismo perché l’informazione verbale è più difficile da elaborare rispetto a quella visiva. Attività strutturate con immagini e stimoli visivi sono particolarmente efficaci per potenziare questa componente. Per approfondire, consulta il blog di Upbility sulla comunicazione aumentativa alternativa (CAA) nell’autismo, che descrive come il supporto visivo possa migliorare sia la comunicazione che la comprensione.

•       Evitare la lettura veloce: la velocità di lettura non ha alcun valore didattico per questi bambini. Anzi, quando il bambino è forzato a leggere velocemente, la comprensione crolla drasticamente. Meglio letture lente, pensate, con pause per riflettere.

Per capire meglio come potenziare le abilità linguistiche alla base della comprensione, consulta anche l’approfondimento di Upbility sull’autismo non verbale e strategie per migliorare la comunicazione — molte delle strategie descritte si applicano anche al linguaggio ricettivo scritto.

Strategia 5: L'ambiente e il ruolo dell'adulto

Le strategie didattiche più efficaci perdono di valore se il contesto in cui vengono applicate non è adeguato. L’ambiente e il comportamento dell’adulto durante il lavoro sulla comprensione del testo hanno un impatto diretto sui risultati.

•       Sessioni brevi e frequenti: lavorare sulla comprensione del testo richiede attenzione, concentrazione e un significativo sforzo cognitivo. Sessioni brevi (15-20 minuti) e frequenti (ogni giorno o a giorni alterni) sono molto più efficaci di sessioni lunghe e rare.

•       Un testo alla volta, senza compiti paralleli: non chiedere mai al bambino di leggere, comprendere e scrivere le risposte contemporaneamente. Separare le componenti: prima lettura, poi comprensione orale, poi eventualmente risposta scritta.

•       Rinforzo positivo e valorizzazione dei progressi: la comprensione del testo è un’area in cui i bambini autistici si sentono spesso in difficoltà e poco competenti. Valorizzare ogni progresso, anche piccolo, con rinforzi positivi specifici (“Hai capito benissimo perché il personaggio era triste!”) costruisce autoefficacia e motivazione.

•       Coinvolgimento degli interessi speciali: scegliere testi il cui argomento si avvicina agli interessi del bambino aumenta enormemente la motivazione e facilita l’attivazione delle conoscenze pregresse. Un bambino appassionato di dinosauri capirà e ricorderà molto meglio un testo sui dinosauri che una storia generica.

•       Continuità tra casa e scuola: come per tutte le competenze, la generalizzazione è favorita dalla coerenza degli approcci nei diversi contesti di vita. Genitori e insegnanti dovrebbero condividere le strategie usate e applicarle in modo coordinato, tenendo conto che possono emergere altre strategie utili o altre sfide specifiche da affrontare nei diversi ambienti.

Gioco e comunicazione

Il gioco rappresenta una delle modalità più efficaci per promuovere lo sviluppo della comunicazione e della comprensione nei bambini con autismo. Attraverso attività ludiche strutturate e spontanee, i bambini hanno l’opportunità di esercitare abilità fondamentali come la condivisione dell’attenzione, la turnazione e la comprensione delle intenzioni e delle emozioni degli altri. Il gioco può essere utilizzato da genitori ed educatori per insegnare nuove parole, espressioni e gesti, facilitando così la comprensione della lettura e la comunicazione quotidiana. Ad esempio, giochi di ruolo, giochi con immagini o carte illustrate e attività che prevedono la narrazione di storie aiutano il bambino a collegare le parole ai concetti e alle situazioni reali. Un ambiente di gioco sicuro e stimolante favorisce la partecipazione attiva, riduce le difficoltà comunicative e rende l’apprendimento più naturale e coinvolgente. Integrare il gioco nelle routine quotidiane significa offrire ai bambini con autismo opportunità concrete per sviluppare le proprie abilità di comprensione e comunicazione, rafforzando il legame con gli adulti di riferimento.

Il ruolo della logopedia e del team multidisciplinare

La comprensione del testo è un’abilità complessa che coinvolge linguaggio, cognizione, pragmatica e funzioni esecutive. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia delle strategie descritte per migliorare la comprensione del testo nei bambini autistici. Quando le difficoltà sono significative, l’intervento del logopedista è fondamentale: è la figura professionale più specializzata nel valutare e trattare i disturbi del linguaggio e della comprensione, ed è in grado di costruire un piano di intervento personalizzato e progressivo basato sulle caratteristiche specifiche del bambino.

Altrettanto importante è il raccordo con lo psicologo, che può lavorare sulle componenti emotive e metacognitive della comprensione (teoria della mente, gestione della frustrazione, autoefficacia), e con l’insegnante di sostegno e i docenti curricolari, che applicano le strategie nel contesto scolastico quotidiano. Per un approfondimento su come sviluppare le abilità sociali e comunicative dei bambini autistici in modo integrato, consulta la guida Upbility sullo sviluppo delle abilità sociali nell’autismo.

Nell’ambito del Piano Educativo Individualizzato (PEI), gli obiettivi legati alla comprensione del testo dovrebbero essere esplicitati, graduati e monitorati nel tempo, con indicatori di progresso chiari e condivisi tra tutti i componenti dell’équipe. Per capire come strutturare al meglio questo documento, leggi il confronto di Upbility tra PEI e PDP: guida essenziale per genitori e insegnanti.

Risorse e materiali pratici

Ha letto ma non ha capito niente: comprensione del testo e autismo

Avere a disposizione materiale strutturato, testato clinicamente e adatto al profilo autistico fa una differenza enorme nell’efficacia del lavoro quotidiano. Upbility ha sviluppato una serie completa di risorse specificamente pensate per la comprensione del testo nei bambini con ASD, tra cui diversi libri fondamentali per il supporto educativo e terapeutico:

•       “Sviluppare la comprensione della lettura per i bambini con disturbi dello spettro autistico” (Parti 1, 2 e 3): la serie di intervento terapeutico più completa, con livelli progressivi da frasi semplici a testi articolati, brevi basi teoriche e centinaia di esercizi graduati. Ogni libro della serie è stato sviluppato e testato nella pratica clinica dalla logopedista Aliki Kassotaki.

•       Storie sociali per l’autismo: strumenti come libro illustrato per lavorare sulla comprensione di situazioni narrative sociali, con focalizzazione sulle emozioni e sulle prospettive dei personaggi. Le attività sono integrate da materiale pratico e pagine strutturate per facilitare l’apprendimento.

•       Materiali per lo sviluppo delle abilità sociali: schede, carte didattiche, guide e libri che offrono materiale terapeutico per lavorare sulle competenze pragmatiche e comunicative che sostengono la comprensione del testo. Le recensioni degli utenti aiutano a valutare la qualità e l’efficacia di ogni materiale proposto.

Inoltre, l’utilizzo di video come supporto alle attività di comprensione può facilitare l’apprendimento e rendere le attività più coinvolgenti. La strutturazione chiara di ogni pagina delle risorse digitali favorisce una migliore accessibilità e comprensione dei contenuti.

Il coinvolgimento della famiglia è essenziale per migliorare le abilità linguistiche nei bambini autistici: la collaborazione familiare promuove un ambiente emotivamente sicuro e di supporto, dove il bambino si sente sostenuto e incoraggiato nella sua comunicazione.

Conclusione

La comprensione del testo nei bambini autistici non è un’abilità che si sviluppa spontaneamente una volta avvenuta l’acquisizione della decodifica. È una competenza che va insegnata esplicitamente, con strategie mirate, materiali adeguati e un approccio che rispetti i tempi e le caratteristiche cognitive del bambino. La buona notizia è che la ricerca e la pratica clinica hanno prodotto strumenti efficaci: approccio graduale dalla frase al testo, supporti visivi, lavoro sulle inferenze e sulle emozioni, potenziamento del vocabolario, sessioni brevi e frequenti. Esistono inoltre altre strategie e materiali che possono essere integrati per rispondere alle diverse esigenze dei bambini autistici.

Ogni piccolo passo avanti — una risposta esatta, un’inferenza riuscita, un riassunto fatto con le proprie parole — è un traguardo reale che apre la porta al prossimo. Con costanza, collaborazione tra adulti e materiali giusti, la comprensione del testo può diventare un’abilità solida, capace di trasformare l’esperienza scolastica e non solo.

Visita la sezione dedicata all’autismo su Upbility per trovare materiali, guide e risorse pratiche per supportare ogni fase del percorso: strategie educative per l’autismo su Upbility.

Domande Frequenti (FAQ)

Cos'è l'iperlessia e perché è comune nei bambini autistici?

L'iperlessia è la capacità di leggere e decodificare le parole scritte con un livello superiore a quello atteso per l'età, in assenza di una comprensione proporzionale del testo. È frequente nei bambini con disturbo dello spettro autistico perché le abilità di decodifica (che si basano su pattern visivi e fonologici) e quelle di comprensione (che richiedono linguaggio pragmatico, inferenze, teoria della mente) si sviluppano in modo indipendente. Un bambino iperlessa può leggere qualsiasi testo con fluidità senza capire quasi nulla di ciò che ha letto.

Da dove si inizia a lavorare sulla comprensione del testo con un bambino autistico?

Si inizia sempre dalla valutazione del livello attuale, separando la decodifica dalla comprensione. Una volta individuato il livello di partenza, si comincia con la comprensione di frasi singole e semplici, con domande di tipo letterale (chi, cosa, dove, quando), e si avanza progressivamente verso frasi più articolate, testi brevi e infine testi più lunghi. Durante questo percorso, è utile proporre attività di associazione tra frasi, immagini o concetti, per facilitare la comprensione e la comunicazione nei bambini autistici. Inoltre, è importante organizzare le attività su ogni pagina in modo chiaro e strutturato, così da rendere le informazioni facilmente accessibili e favorire l’apprendimento. È fondamentale non bruciare le tappe: ogni livello deve essere consolidato prima di avanzare.

Quante volte a settimana si dovrebbe lavorare sulla comprensione del testo?

La frequenza è più importante della durata. Sessioni brevi (15-20 minuti) ogni giorno, o almeno a giorni alterni, producono risultati molto migliori rispetto a sessioni lunghe e sporadiche. La regolarità permette di consolidare le strategie, di generalizzarle a testi diversi e di costruire un senso di competenza nel bambino.

Le mappe concettuali sono davvero utili per i bambini autistici?

Sì, le mappe concettuali sono particolarmente efficaci nel profilo autistico perché sfruttano il punto di forza tipico di questi bambini: l’elaborazione visivo-spaziale. Trasformare un testo in una mappa grafica con personaggi, luoghi, eventi e relazioni causali facilita l’integrazione delle informazioni e la memorizzazione della struttura narrativa. Ogni immagine inserita nella mappa concettuale aiuta la comprensione, offrendo un supporto visivo concreto che rende più accessibili concetti complessi. Non è solo uno strumento di restituzione: il processo di costruzione della mappa è già di per sé una potente attività di comprensione.

Il logopedista è necessario per lavorare sulla comprensione del testo?

Quando le difficoltà di comprensione sono significative, il logopedista è la figura professionale più indicata per la valutazione e il trattamento, in quanto esperto di linguaggio e comunicazione in età evolutiva. Il logopedista utilizza materiale specifico, come risorse didattiche e strumenti terapeutici appositamente sviluppati, per lavorare sulla comprensione del testo nei bambini autistici. Tuttavia, le strategie descritte in questo articolo possono essere applicate anche da insegnanti e genitori, preferibilmente in accordo con il logopedista e nell’ambito di un piano d’intervento condiviso. La coerenza tra i diversi contesti (terapia, scuola, casa) è uno dei fattori che maggiormente influenzano i risultati.

Come si capisce se il bambino ha capito davvero il testo e non sta solo ripetendo a memoria?

La comprensione vera si distingue dalla memorizzazione quando il bambino è in grado di rispondere a domande formulate in modo diverso rispetto al testo originale, di fare inferenze (rispondere a domande la cui risposta non è esplicitamente scritta), di riassumere il contenuto con parole proprie e di collegare le informazioni del testo a situazioni o conoscenze personali. Inoltre, la vera comprensione implica cogliere il messaggio che l'autore vuole trasmettere, andando oltre la semplice ripetizione delle parole del testo. Se il bambino riesce a fare solo questo, ma non a rispondere a domande riformulate, probabilmente sta recuperando il testo dalla memoria verbale più che comprendendolo.

Ci sono app o strumenti digitali utili per la comprensione del testo nei bambini autistici?

Sì. Esistono software e app specifici che possono supportare il lavoro sulla comprensione, offrendo testi con supporto visivo integrato, audio-lettura, domande interattive e feedback immediato. In molte di queste soluzioni digitali, i contenuti sono organizzati in modo chiaro su ogni pagina, facilitando la navigazione e la comprensione delle informazioni. Inoltre, l’utilizzo di video come supporto digitale può essere particolarmente efficace per rafforzare la comprensione del testo nei bambini autistici. La tecnologia non sostituisce il lavoro guidato dall’adulto, ma può essere un prezioso complemento, specialmente per bambini che mostrano alta motivazione verso i dispositivi digitali. Il logopedista o il terapista possono consigliare gli strumenti più adatti al profilo specifico del bambino.

Contenuto originale del team di redazione di Upbility. È vietata la riproduzione di questo articolo, in tutto o in parte, senza indicare il nome dell’editore.

Riferimenti Bibliografici

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  • O’Connor, I.M., & Klein, P.D. (2004). Exploration of strategies for facilitating the reading comprehension of high-functioning students with autism spectrum disorders. Journal of Autism and Developmental Disorders, 34(2), 115-127.
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