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Lettura condivisa con bambini autistici: strategie per sviluppare linguaggio, attenzione e comprensione

Lettura condivisa con bambini autistici: strategie per sviluppare linguaggio, attenzione e comprensione

Un bambino apre il libro sempre sulla stessa pagina. Indica il treno, pronuncia un suono e aspetta. L’adulto potrebbe voltare subito pagina per continuare la storia, oppure potrebbe fermarsi, osservare quel gesto e trasformarlo nell’inizio di una conversazione: “È un treno. Il treno va veloce. Dove sta andando?”.

In quel momento, il valore del libro non dipende dal numero di pagine lette. Nasce dallo scambio tra bambino, adulto e storia. Una parola, un gesto, uno sguardo verso l’immagine o un simbolo selezionato con la Comunicazione Aumentativa Alternativa possono diventare vere occasioni di apprendimento.

La lettura condivisa non è una verifica e non richiede che il bambino rimanga immobile, mantenga il contatto visivo o risponda correttamente a una serie di domande. È un’esperienza interattiva nella quale l’adulto segue l’interesse, modella il linguaggio e crea opportunità di partecipazione. Quando viene adattata alle caratteristiche del bambino, può sostenere comunicazione, vocabolario, comprensione ed emergere delle prime competenze di alfabetizzazione.

Punti Chiave

  • La lettura condivisa è uno scambio, non una semplice lettura ad alta voce.
  • La partecipazione può avvenire attraverso parole, gesti, immagini, movimenti o CAA.
  • Libri adatti, pause e linguaggio calibrato favoriscono attenzione e comprensione.

Che cos’è la lettura condivisa

Lettura condivisa con bambini autistici: strategie per sviluppare linguaggio, attenzione e comprensione

Nella lettura tradizionale, l’adulto legge e il bambino ascolta. Nella lettura condivisa, entrambi partecipano alla costruzione dell’esperienza. Il bambino può scegliere il libro, girare una pagina, indicare un’immagine, completare una frase, fare una domanda o comunicare il desiderio di fermarsi.

L’adulto osserva le iniziative del bambino e risponde in modo significativo. Non segue necessariamente ogni parola stampata, ma adatta il racconto al livello linguistico, agli interessi e alla disponibilità del momento.

Questo approccio viene spesso collegato alla lettura dialogica, nella quale l’adulto utilizza commenti, domande e ampliamenti per incoraggiare la partecipazione. Con i bambini autistici, le strategie devono essere personalizzate per evitare che l’attività si trasformi in una sequenza pressante di richieste.

Perché la lettura condivisa è importante

La lettura condivisa espone il bambino a parole, strutture grammaticali e forme narrative che potrebbero comparire meno frequentemente nelle conversazioni quotidiane. Un libro può introdurre termini relativi a emozioni, luoghi, azioni e relazioni temporali.

Le immagini offrono un riferimento concreto che sostiene la comprensione. Il testo ripetuto permette di incontrare più volte le stesse parole. La storia crea inoltre una cornice nella quale parlare di cause, conseguenze, intenzioni e soluzioni.

I benefici, tuttavia, non sono automatici. Dipendono dalla qualità dell’interazione, dalla frequenza dell’esperienza e dalla compatibilità del materiale con il profilo del bambino.

Preparare un ambiente favorevole

Ridurre le distrazioni realmente significative

Non è necessario creare una stanza completamente vuota. È più utile osservare quali stimoli interferiscono davvero con la partecipazione. Per alcuni bambini può essere il rumore della televisione, per altri una luce intensa, la presenza di troppe persone o una posizione scomoda.

L’ambiente dovrebbe offrire la possibilità di avvicinarsi al libro senza richieste sensoriali eccessive. Spegnere le notifiche, scegliere un momento relativamente tranquillo e tenere a disposizione soltanto pochi libri può rendere l’attività più accessibile.

Costruire una routine flessibile

Leggere con una certa regolarità aiuta il bambino a riconoscere l’attività e ad anticiparne la struttura. Si può utilizzare sempre lo stesso luogo, mostrare un simbolo dedicato alla lettura o iniziare con una breve frase ricorrente.

La routine non deve diventare un obbligo rigido. Se il bambino è stanco, agitato o poco disponibile, può essere preferibile leggere soltanto una pagina oppure rimandare. Proteggere il piacere dell’esperienza è più importante che rispettare una durata prestabilita.

Scegliere una posizione comoda

Sedersi fianco a fianco permette a entrambi di vedere il libro senza richiedere un contatto visivo diretto. Alcuni bambini preferiscono stare davanti all’adulto, sul pavimento, in piedi o muoversi mentre ascoltano.

La posizione migliore è quella che consente l’accesso al libro e una partecipazione sostenibile. Non è necessario dirigere continuamente il volto del bambino verso l’adulto.

Attenzione condivisa senza imporre lo sguardo

L’attenzione condivisa si verifica quando adulto e bambino orientano l’interesse verso lo stesso oggetto o evento e riconoscono, in qualche modo, la presenza dell’altro nello scambio. Non richiede necessariamente di guardarsi negli occhi.

Un bambino può partecipare osservando l’immagine, avvicinando il libro all’adulto, vocalizzando, indicando o utilizzando un simbolo. Questi comportamenti comunicativi meritano una risposta, anche se non corrispondono alla forma attesa dall’adulto.

Seguire l’iniziativa del bambino

Se il bambino si interessa alla ruota di un’automobile illustrata, l’adulto può iniziare da quel dettaglio: “La ruota gira. Questa è grande. Ne vedo un’altra”. Dopo aver condiviso l’interesse, può collegarlo gradualmente alla storia.

Seguire l’iniziativa non significa rinunciare a proporre nuovi contenuti. Significa utilizzare ciò che motiva già il bambino come punto di ingresso.

Usare indicazioni visive con moderazione

Indicare un dettaglio con il dito può aiutare a orientare l’attenzione. Il gesto deve essere lento e chiaro, evitando di coprire l’immagine o di indicare continuamente ogni elemento.

Se una pagina è visivamente complessa, può essere utile mostrarne una parte alla volta oppure scegliere libri con una composizione più semplice.

Aumentare gradualmente il tempo

La durata non è l’unico indicatore di successo. Una lettura di cinque minuti ricca di iniziative comunicative può essere più utile di una sessione lunga sostenuta attraverso richiami continui.

Si può iniziare con poche pagine e terminare mentre il bambino è ancora coinvolto. Con il tempo, la durata potrà aumentare naturalmente.

Strategie per stimolare linguaggio e comunicazione

Lettura condivisa con bambini autistici: strategie per sviluppare linguaggio, attenzione e comprensione

Commentare più di quanto si interroga

Fare troppe domande può trasformare la lettura in un esame. È utile alternare domande e commenti, lasciando al bambino il tempo di osservare e rispondere.

Invece di chiedere continuamente “Che cos’è?”, l’adulto può dire: “Vedo un cane grande”, “Il cane corre” oppure “Sembra contento”. Questi modelli offrono informazioni senza pretendere una prestazione immediata.

Adattare la complessità del linguaggio

Il linguaggio dell’adulto dovrebbe essere leggermente più complesso di quello che il bambino utilizza spontaneamente. Se comunica con singole parole, si possono modellare brevi combinazioni. Se costruisce frasi, si possono aggiungere dettagli, cause o termini emotivi.

Semplificare non significa usare un tono infantile. Significa rendere il messaggio comprensibile e collegato a ciò che il bambino sta osservando.

Puntare, nominare e collegare

Indicare un’immagine mentre si pronuncia la parola aiuta a stabilire un collegamento tra referente e linguaggio. Successivamente, la parola può essere inserita in una frase: “Gatto. Il gatto dorme sul divano”.

È utile riprendere la stessa parola in pagine e libri differenti, affinché il bambino impari a riconoscerla oltre il singolo contesto.

Espandere ciò che il bambino comunica

Se il bambino dice “macchina”, l’adulto può rispondere: “Sì, la macchina rossa parte”. Se utilizza un simbolo per “paura”, l’adulto può aggiungere: “Il bambino ha paura del temporale”.

L’espansione conferma il messaggio e offre un modello più ricco senza chiedere di ripeterlo obbligatoriamente.

Attendere una risposta possibile

Dopo un commento o una domanda è utile fare una pausa. Alcuni bambini hanno bisogno di più tempo per elaborare il linguaggio e organizzare una risposta.

La risposta può essere una parola, un gesto, un movimento verso la pagina, una vocalizzazione o una selezione simbolica. L’adulto deve osservare quale forma di partecipazione è significativa per quel bambino.

Integrare la Comunicazione Aumentativa Alternativa

La Comunicazione Aumentativa Alternativa può essere utilizzata durante la lettura per offrire modalità aggiuntive di comprensione ed espressione. Non ostacola lo sviluppo del linguaggio verbale e non dovrebbe essere riservata soltanto ai bambini che non parlano.

Si possono predisporre simboli relativi ai personaggi, alle azioni, alle emozioni e alle parole ricorrenti. L’adulto modella il loro utilizzo indicando il simbolo mentre pronuncia la parola, senza obbligare il bambino a imitarlo.

Anche un comunicatore con uscita vocale può permettere di commentare, scegliere un personaggio, completare una frase o chiedere di rileggere una pagina. Il sistema deve essere già familiare e facilmente accessibile durante l’attività.

L’integrazione della CAA dovrebbe essere pianificata con professionisti competenti quando il bambino presenta bisogni comunicativi complessi.

Sviluppare la comprensione della storia

Partire dalla comprensione letterale

Prima di chiedere previsioni o spiegazioni sulle intenzioni, è necessario verificare che il bambino comprenda le informazioni esplicite. Domande come “Chi c’è?”, “Dove si trova?” e “Che cosa sta facendo?” costruiscono la base.

Le domande possono essere accompagnate da immagini o alternative visive. Gradualmente, i supporti vengono ridotti quando il bambino mostra maggiore autonomia.

Collegare gli eventi

L’adulto può aiutare il bambino a stabilire relazioni tra le pagine: “Prima il vaso era sul tavolo. Ora è a terra. Che cosa è successo?”.

Una breve sequenza di immagini può rendere visibili inizio, evento centrale e conclusione. Riordinare le scene aiuta a comprendere la struttura narrativa senza affidarsi soltanto alla memoria verbale.

Fare previsioni sostenute dagli indizi

Chiedere “Che cosa succederà?” può essere troppo ampio. È più accessibile richiamare un dettaglio: “Il cielo è scuro e il personaggio ha aperto l’ombrello. Che cosa potrebbe accadere?”.

Non sempre esiste una sola previsione corretta. L’obiettivo è imparare a formulare un’ipotesi coerente e individuare gli indizi che la sostengono.

Parlare delle emozioni

Le emozioni possono essere esplorate collegando espressioni, eventi e possibili pensieri. Invece di chiedere soltanto “Come si sente?”, l’adulto può osservare: “Il personaggio ha perso il suo gioco. Ha le lacrime. Potrebbe essere triste”.

È importante presentare le emozioni come ipotesi, soprattutto quando l’immagine è ambigua. Persone diverse possono reagire in modi diversi allo stesso evento.

Raccontare nuovamente la storia

Il bambino può ricostruire il racconto utilizzando immagini, oggetti, simboli o frasi. Non è necessario ripetere esattamente il testo.

La rielaborazione mostra quali elementi sono stati compresi e sostiene organizzazione narrativa, vocabolario e capacità di collegare gli eventi.

Costruire le prime competenze di alfabetizzazione

La lettura condivisa può sostenere anche la consapevolezza della stampa. L’adulto può mostrare delicatamente il titolo, indicare da dove inizia il testo o notare una parola ricorrente.

Giochi con rime, sillabe e suoni iniziali possono favorire la consapevolezza fonologica quando sono adatti al livello del bambino. Non è necessario inserire tutti gli obiettivi nella stessa sessione.

Alcuni bambini autistici mostrano un forte interesse precoce per lettere e parole. Questo interesse può essere utilizzato per ampliare comunicazione e comprensione, senza presumere che la capacità di leggere ad alta voce corrisponda automaticamente alla comprensione del testo.

Come scegliere il libro

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Il libro giusto non dipende soltanto dall’età anagrafica. Occorre considerare interessi, comprensione linguistica, accessibilità visiva e possibilità di partecipazione.

Libri con immagini chiare e poche informazioni per pagina possono facilitare l’avvio. I libri tattili possono interessare alcuni bambini, mentre per altri le texture risultano sgradevoli. I libri ad alto contrasto sono particolarmente utilizzati nelle prime fasi dello sviluppo visivo, ma non rappresentano una scelta universale per l’autismo.

I libri senza parole permettono di adattare il racconto e costruire insieme la narrazione. I libri con frasi ripetitive invitano a completare parti prevedibili. Gli interessi intensi, come treni, animali o pianeti, possono aumentare la motivazione e diventare un ponte verso argomenti nuovi.

È utile offrire una scelta limitata tra due o tre libri, in modo che il bambino possa esercitare controllo senza sentirsi sopraffatto.

Dalla teoria alla pratica professionale

Per applicare la lettura condivisa in modo sistematico occorre saper osservare il livello comunicativo, selezionare gli obiettivi e adattare le strategie alle risposte del bambino.

Il corso “Costruire le basi della lettura nei bambini nello spettro autistico”, basato sulla metodologia del Hanen Centre, approfondisce il collegamento tra linguaggio, comprensione e alfabetizzazione precoce. La lettura condivisa viene utilizzata come strumento per aumentare partecipazione, vocabolario, narrazione e capacità di comprendere il significato.

Il percorso è rivolto ai professionisti che desiderano integrare strategie pratiche nella propria attività e coinvolgere i genitori, affinché le competenze possano essere esercitate anche nelle routine quotidiane.

Conclusioni

La lettura condivisa funziona quando il libro smette di essere un compito da completare e diventa un luogo di incontro. Il bambino non deve dimostrare di sapere ascoltare nel modo atteso dall’adulto. Deve poter partecipare attraverso le modalità comunicative che possiede.

Seguire l’iniziativa, commentare, attendere, espandere il linguaggio e utilizzare supporti visivi permette di costruire un’esperienza accessibile. Da questo scambio possono svilupparsi attenzione condivisa, vocabolario, comprensione narrativa e prime competenze di alfabetizzazione.

Il successo non si misura dal numero di pagine lette. Può essere una nuova parola, un gesto rivolto all’adulto, una previsione o la richiesta di rileggere la stessa storia. Ogni risposta significativa trasforma la lettura in una relazione e la relazione in un’opportunità di apprendimento.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto dovrebbe durare una sessione di lettura condivisa?

Non esiste una durata universale. È preferibile iniziare con pochi minuti di partecipazione positiva e aumentare gradualmente, osservando interesse, affaticamento e disponibilità del bambino.

È necessario che il bambino guardi l’adulto negli occhi?

No. Il contatto visivo non deve essere imposto. Il bambino può condividere l’attenzione attraverso gesti, vocalizzazioni, immagini, movimenti verso il libro o altri segnali comunicativi.

È meglio leggere il testo esattamente come è scritto?

Non sempre. L’adulto può abbreviare, semplificare o commentare il testo in base alle capacità linguistiche del bambino, mantenendo l’esperienza comprensibile e piacevole.

Che cosa fare se il bambino vuole sempre lo stesso libro?

La ripetizione può sostenere prevedibilità, vocabolario e comprensione. Si possono introdurre gradualmente nuovi commenti, domande o libri con elementi collegati al suo interesse.

La CAA può essere usata durante la lettura?

Sì. Simboli e comunicatori possono permettere al bambino di scegliere, commentare, rispondere e raccontare. L’adulto dovrebbe modellarne l’uso senza richiedere continuamente l’imitazione.

Quando è opportuno rivolgersi a un professionista?

Quando il bambino presenta difficoltà persistenti nella comunicazione, nella comprensione o nell’accesso alla lettura. Un logopedista o un professionista esperto di alfabetizzazione e autismo può definire obiettivi e strategie individualizzate.

Contenuto originale del team di redazione di Upbility. È vietata la riproduzione di questo articolo, in tutto o in parte, senza indicare il nome dell'editore.

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