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Afasia nei bambini e negli adulti: cause, sintomi

Afasia nei bambini e negli adulti: cause, sintomi

Introduzione

"Ha avuto un ictus stanotte. Questa mattina non riesce a dire il suo nome. Capisce quello che gli diciamo, ma le parole non escono." È una delle situazioni più disorientanti che una famiglia possa vivere: una persona che fino a ieri comunicava normalmente, che improvvisamente non riesce più a trovare le parole, a costruire una frase, a rispondere a una domanda semplice.

L'afasia — dal greco antico, letteralmente "assenza di parola" — è un disturbo del linguaggio che colpisce la capacità di esprimersi, comprendere, leggere e scrivere. Non è un disturbo della memoria, non è una malattia psichiatrica, non è una perdita dell'intelligenza: è una lesione alle aree cerebrali che elaborano il linguaggio. La persona che ne è colpita pensa, vuole comunicare, ma il sistema che trasforma il pensiero in parola è danneggiato.

Punti Chiave

  • L'afasia non è una malattia: è un sintomo. Nasce sempre da un danno alle aree cerebrali del linguaggio — principalmente nell'emisfero sinistro. La causa più comune negli adulti è l'ictus; nei bambini, l'epilessia (sindrome di Landau-Kleffner), i traumi cranici e le encefaliti. Capire la causa è il primo passo per definire il trattamento.
  • Non esiste un'afasia uguale a un'altra. Il profilo linguistico di ogni persona afasica è unico: c'è chi perde la capacità di parlare ma capisce tutto, chi parla fluentemente ma in modo incomprensibile, chi non riesce a leggere. La valutazione deve essere personalizzata. La tabella in questo articolo aiuta a orientarsi tra i tipi principali.
  • Il recupero è possibile, e la riabilitazione fa la differenza. Il cervello ha una notevole capacità di riorganizzarsi, soprattutto nelle prime settimane e mesi dopo la lesione. La logopedia intensiva e precoce — combinata con il coinvolgimento attivo della famiglia — è il fattore che più influisce sull'entità del recupero. Non è mai troppo tardi per iniziare, ma prima si comincia, meglio è.

 Cos'è l'afasia: una definizione precisa

Afasia nei bambini e negli adulti: cause, sintomi

L'afasia è un disturbo acquisito del linguaggio — cioè compare dopo che il linguaggio era già sviluppato — causato da un danno a specifiche aree cerebrali. Questo la distingue da altri disturbi:

  • Dalla disfasia / disturbo primario del linguaggio: che è un disturbo dello sviluppo del linguaggio (il bambino non riesce ad acquisirlo correttamente), mentre l'afasia presuppone un linguaggio già acquisito che viene perduto.
  • Dalla disartria: che è un disturbo dell'articolazione motoria del parlato (difficoltà fisica a pronunciare i suoni), mentre l'afasia riguarda l'elaborazione linguistica a livello centrale.
  • Dalla demenza: che è un declino cognitivo globale, mentre l'afasia può essere isolata — con intelligenza, memoria e altre funzioni cognitive intatte.

Nella maggior parte delle persone, il linguaggio è controllato dall'emisfero cerebrale sinistro — in circa il 95% dei destrimani e nei due terzi dei mancini. Le aree più coinvolte nell'afasia sono l'area di Broca (lobo frontale sinistro, deputata alla produzione del linguaggio) e l'area di Wernicke (lobo temporale sinistro, deputata alla comprensione). Un danno a queste aree o alle connessioni tra di esse causa i diversi profili di afasia che vedremo nella sezione successiva. 

I tipi principali di afasia: dalla Broca alla progressiva

Non esiste un unico tipo di afasia. Il profilo linguistico dipende dalla sede e dall'estensione della lesione cerebrale. Questa tabella riassume i tipi più frequenti:

Tipo

Area lesionata

Caratteristiche principali

Fluenza

Afasia di Broca (espressiva)

Area frontale sinistra

Parola lenta, faticosa, frasi brevi; comprensione relativamente intatta

Non fluente

Afasia di Wernicke (recettiva)

Area temporale sinistra

Parola fluente ma confusa ("insalata di parole"); comprensione gravemente compromessa

Fluente

Afasia globale

Lesione vasta emisferica sinistra

Tutte le modalità linguistiche compromesse: produzione, comprensione, lettura, scrittura

Non fluente

Afasia di conduzione

Fascicolo arcuato

Comprensione e produzione relativamente intatte; grave difficoltà a ripetere

Fluente

Afasia anomica

Varie aree

Difficoltà nel trovare le parole (anomia); comprensione e fluenza relativamente buone

Fluente

Afasia transcorticale motoria

Frontale anteriore / supplementare

Simile a Broca ma con buona ripetizione

Non fluente

Afasia transcorticale sensoriale

Parietale/temporale posteriore

Simile a Wernicke ma con buona ripetizione

Fluente

Afasia progressiva primaria (APP)

Degenerazione lobare frontale/temporale

Esordio graduale, peggioramento nel tempo; tre varianti (non fluente, semantica, logopenica)

Variabile

 Due forme meritano un approfondimento specifico perché spesso poco conosciute:

Afasia di Broca: quando le parole non escono

La persona con afasia di Broca sa cosa vuole dire ma non riesce a dirlo. Le parole escono con grande fatica, spesso una alla volta; le frasi sono brevi, telegrafiche, prive di articoli e congiunzioni ("voglio... acqua", "casa... domani"). La comprensione del linguaggio è generalmente conservata — il che rende la frustrazione ancora più intensa, perché la persona capisce perfettamente la propria difficoltà a esprimersi. Spesso è associata a debolezza del braccio e della gamba destra (paresi).

Afasia di Wernicke: quando le parole non hanno senso

Chi ha afasia di Wernicke parla in modo fluente e anche abbondante — ma il contenuto è confuso, pieno di parole errate o inventate (parafasie), a volte incomprensibile (la cosiddetta "insalata di parole"). La persona spesso non si rende conto degli errori, il che può generare incomprensioni con i familiari che non capiscono perché non "corregga" quello che dice. La comprensione del linguaggio parlato e scritto è gravemente compromessa. Non ci sono solitamente deficit motori associati.

Nota clinica: nella pratica, molti pazienti con afasia non rientrano perfettamente in una categoria. Le lesioni raramente rispettano i confini anatomici "classici", e il profilo linguistico può essere misto. Per questo la valutazione logopedica individualizzata è fondamentale: non basta la diagnosi neurologica della sede della lesione, serve una valutazione funzionale delle diverse componenti del linguaggio.

Le cause dell'afasia negli adulti

L'afasia colpisce ogni anno circa 14.000 persone in Italia, secondo stime basate sull'incidenza di ictus e traumi cerebrali. Le cause principali sono:

1. Ictus — la causa più comune

L'ictus (o stroke) causa circa l'85% dei casi di afasia acquisita negli adulti. L'ictus ischemico — causato dall'ostruzione di un vaso sanguigno cerebrale — priva le cellule nervose di ossigeno e glucosio. Se colpisce le aree del linguaggio, può causare afasia in pochi minuti. L'ictus emorragico, causato dalla rottura di un vaso, ha un effetto simile attraverso il danno da pressione e sanguinamento.

La gravità dell'afasia post-ictus dipende da: dimensione e sede della lesione, velocità di intervento medico, e condizioni generali del paziente. Un intervento rapido (trombolisi entro 4,5 ore, trombectomia entro 6-24 ore) può ridurre drasticamente i danni. Per una guida completa sulla distinzione tra afasia e altri disturbi del linguaggio acquisiti, leggi l'articolo Upbility su disturbi del linguaggio: cause, sintomi e soluzioni.

2. Trauma cranico

I traumi alla testa — incidenti stradali, cadute, infortuni sportivi — possono causare afasia attraverso contusioni cerebrali dirette, lesioni assonali diffuse, o ematomi che comprimono le aree del linguaggio. L'afasia post-traumatica tende ad avere una prognosi migliore di quella post-ictus, grazie alla maggiore plasticità del cervello giovane adulto e alla natura diversa del danno (spesso più circoscritto e senza danno ischemico progressivo).

3. Tumori cerebrali

I tumori cerebrali che coinvolgono le aree del linguaggio causano afasia progressiva — i sintomi si sviluppano gradualmente nel corso di settimane o mesi. La chirurgia di resezione dei tumori in aree eloquenti è sempre bilanciata tra la necessità di rimuovere il tessuto tumorale e il rischio di aggravare il disturbo del linguaggio. La mappatura intraoperatoria del linguaggio (con il paziente sveglio durante l'operazione) è oggi uno standard nelle neurochirurgie specializzate.

4. Encefalite e altre cause infettive

L'encefalite erpetica (causata dal virus Herpes simplex) ha una particolare predilezione per le regioni temporali e frontali del cervello — esattamente le aree del linguaggio. L'afasia può essere il sintomo iniziale o prevalente. Un'afasia ad esordio acuto con febbre, cefalea e confusione deve far pensare a un'encefalite fino a prova contraria: è un'emergenza che richiede valutazione immediata e trattamento antivirale precoce.

5. Afasia progressiva primaria (APP)

A differenza delle afasie a esordio acuto, l'afasia progressiva primaria è una malattia neurodegenerativa in cui il linguaggio si deteriora gradualmente nell'arco di anni, come prima e principale manifestazione clinica. Esistono tre varianti: non fluente/agrammatica, semantica e logopenica. Colpisce prevalentemente persone tra i 45 e i 65 anni — più giovani rispetto all'Alzheimer — e la diagnosi spesso ritarda perché i sintomi iniziali ("cercare le parole", "fare errori grammaticali") sono facilmente attribuiti alla stanchezza o all'età. 

L'afasia nei bambini: una realtà diversa e poco conosciuta

Afasia nei bambini e negli adulti: cause, sintomi

L'afasia nei bambini è molto meno comune che negli adulti, ma non è rara come si pensa. Le sue caratteristiche sono sufficientemente diverse da meritare una trattazione separata: cause diverse, profilo linguistico diverso, e — generalmente — prognosi migliore grazie alla plasticità cerebrale del cervello in sviluppo.

La sindrome di Landau-Kleffner: afasia acquisita epilettica

La sindrome di Landau-Kleffner (SLK) è la forma più caratteristica e più studiata di afasia acquisita nell'infanzia. Colpisce bambini tra i 3 e i 9 anni che avevano sviluppato il linguaggio normalmente, e che improvvisamente — o nell'arco di settimane — perdono la capacità di comprendere il linguaggio parlato.

Il meccanismo è epilettico: scariche epilettiformi continue durante il sonno (CSWS — Continuous Spike-Waves during Slow Sleep) disorganizzano le aree del linguaggio. Il bambino spesso non ha crisi epilettiche visibili, il che rende la diagnosi più difficile — e frequentemente ritardata. I genitori descrivono un bambino che "sembra sordo" o che ha smesso di capire quello che gli viene detto.

La diagnosi si basa su EEG nel sonno — uno degli strumenti diagnostici più importanti in questo contesto. Il trattamento comprende farmaci antiepilettici (corticosteroidi, valproato, benzodiazepine) e logopedia intensiva. La prognosi è variabile: alcuni bambini recuperano completamente, altri mantengono difficoltà linguistiche permanenti. Per approfondire le difficoltà linguistiche nell'infanzia, consulta l'articolo Upbility su disturbi del linguaggio: cause, sintomi e soluzioni.

Ictus neonatale e pediatrico

L'ictus neonatale (che avviene tra le 28 settimane di gestazione e i 28 giorni di vita) colpisce circa 1 neonato su 2.300 e può causare afasia che si manifesta solo anni dopo, quando il bambino inizia ad acquisire il linguaggio. L'ictus pediatrico (dai 29 giorni ai 18 anni) è raro ma non eccezionale — circa 2-3 casi su 100.000 bambini per anno — e può causare afasia acuta con caratteristiche simili a quelle adulte.

Una delle caratteristiche più interessanti dell'afasia da ictus nei bambini è la maggiore capacità di recupero rispetto agli adulti, attribuita alla neuroplasticità: il cervello in sviluppo può "riorganizzare" le funzioni linguistiche trasferendo parte delle competenze all'emisfero destro, che negli adulti è meno disponibile a questo ruolo compensatorio.

Trauma cranico pediatrico

Il trauma cranico è la causa più comune di afasia acquisita nei bambini in età scolare. Le cadute, gli incidenti in bicicletta o di auto, e gli infortuni sportivi possono causare contusioni alle aree frontali e temporali. L'afasia post-traumatica nei bambini tende a migliorare rapidamente nelle prime settimane, ma difficoltà residue — soprattutto nella richiamo lessicale e nella comprensione in contesti complessi — possono persistere e influenzare le prestazioni scolastiche per anni.

Afasia nei bambini e negli adulti: un confronto

La tabella seguente sintetizza le differenze principali tra afasia nei bambini e negli adulti:

Aspetto

Adulti

Bambini

Cause principali

Ictus, trauma cranico, tumori cerebrali, encefalite

Epilessia (sindrome di Landau-Kleffner), trauma cranico, encefalite, tumore, ictus neonatale/pediatrico

Età di esordio

Più comune dopo i 65 anni; può colpire a qualsiasi età

Rara; esordio tipico tra i 3 e i 9 anni

Recupero spontaneo

Parziale; migliora nelle prime settimane-mesi con terapia

Generalmente migliore grazie alla plasticità cerebrale, ma dipende dalla causa

Dominanza emisferica

Emisfero sinistro nella quasi totalità dei casi

Può coinvolgere l'emisfero destro più frequentemente (cervello in sviluppo)

Profilo linguistico

Disturbi espressivi e/o ricettivi in base alla sede

Spesso prevalenza del disturbo ricettivo (comprensione); produzione può essere conservata

Diagnosi

Neurologo, logopedista, neuroimaging (TC/RMN)

Neuropsichiatra infantile, logopedista, EEG (fondamentale), neuroimaging

Trattamento principale

Logopedia intensiva, CAA, supporto psicologico

Trattamento causa (es. epilessia), logopedia, CAA, coinvolgimento della scuola

 Un punto cruciale: l'afasia nei bambini tende a presentare più spesso un profilo prevalentemente ricettivo — il bambino non capisce il linguaggio parlato, ma può riuscire a produrre alcune parole o frasi. Questo profilo può essere scambiato per sordità, per disturbo dello spettro autistico, o per un normale ritardo del linguaggio, il che ritarda la diagnosi corretta. La valutazione audiologica (escludere la sordità) e l'EEG sono sempre indicati in questi casi.

La diagnosi: chi contattare e quali esami aspettarsi

La diagnosi di afasia è un processo multidisciplinare che coinvolge figure diverse a seconda dell'età del paziente e della causa sospettata.

Negli adulti: il percorso diagnostico

  • Neurologo: è il punto di partenza per qualsiasi afasia adulta. Valuta il quadro neurologico, ordina la neuroimaging (TC e/o RMN) per identificare la sede e la natura della lesione, e gestisce il trattamento della causa (es. trombolisi nell'ictus acuto, terapia antiepilettica, ecc.).
  • Logopedista: esegue la valutazione del linguaggio con strumenti standardizzati (come il Western Aphasia Battery o l'AAT — Aachener Aphasie Test) che misurano sistematicamente le diverse componenti: produzione, comprensione, ripetizione, denominazione, lettura, scrittura. Il profilo risultante guida il piano di trattamento.
  • Neuropsicologo: valuta le funzioni cognitive associate che possono influenzare la riabilitazione linguistica: attenzione, memoria di lavoro, funzioni esecutive, e anche l'impatto emotivo del disturbo.
  • Psicologo: la perdita del linguaggio è devastante sul piano emotivo e relazionale. La depressione è molto comune nelle persone con afasia (colpisce circa il 70% dei pazienti) e, se non trattata, compromette il recupero. Il supporto psicologico non è un'aggiunta opzionale — è parte integrante del percorso.

Nei bambini: il percorso diagnostico

  • Neuropsichiatra infantile: è il riferimento principale per l'afasia pediatrica. Coordina il percorso diagnostico, ordina gli esami neurologici, e gestisce eventuali cause trattabili (come l'epilessia nella SLK).
  • EEG nel sonno: è un esame fondamentale nell'afasia pediatrica. Le scariche epilettiformi che causano la SLK si manifestano quasi esclusivamente durante il sonno, e un EEG eseguito solo da svegli può risultare normale. L'EEG polisonnografico (durante tutto il ciclo del sonno) è necessario per una valutazione completa.
  • Logopedista: valuta il profilo linguistico, distinguendo l'afasia da altri disturbi del linguaggio (ritardo, DSL, disturbi fonologici), e definisce il piano di riabilitazione.
  • Audiologo: la valutazione audiologica è sempre indicata per escludere una perdita uditiva che potrebbe spiegare le difficoltà di comprensione del linguaggio.

Il trattamento dell'afasia: cosa funziona davvero

La logopedia: il trattamento principale

La logopedia neuroriabilitativa è il trattamento evidence-based più efficace per l'afasia. L'intensità è cruciale: studi clinici mostrano che la logopedia ad alta intensità (≥ 3-5 ore settimanali) produce risultati significativamente migliori rispetto a sessioni rade e discontinue. Il recupero del linguaggio è maggiore nelle prime settimane e mesi dopo l'evento acuto, ma può continuare per anni con un trattamento adeguato.

Gli approcci logopedici più efficaci includono:

  • Terapia di tipo linguistico: lavora direttamente sulle componenti danneggiate (denominazione, comprensione, grammatica, scrittura) attraverso esercizi graduati e sistematici.
  • Terapia melodica (Melodic Intonation Therapy — MIT): usa la melodia e il ritmo del canto per attivare l'emisfero destro nella produzione del linguaggio. Particolarmente efficace nelle afasie non fluenti gravi.
  • Terapia del vincolo indotto (CIAT/PACE): terapia di gruppo ad alta intensità che incoraggia l'uso del linguaggio verbale in situazioni comunicative naturali, riducendo l'uso di gesti compensatori.
  • Comunicazione aumentativa e alternativa (CAA): quando il recupero verbale è limitato, la CAA — sistemi di immagini, tablet con sintetizzatori vocali, comunicatori — può restituire alla persona la capacità di esprimersi. Non "rallenta" il recupero verbale: le ricerche mostrano che l'uso della CAA può potenziarlo. Per strumenti e risorse CAA, esplora la sezione Upbility su comunicazione aumentativa e alternativa.

Il ruolo della famiglia e dei caregivers

La famiglia è il contesto più importante per il recupero dal punto di vista linguistico. Le sessioni con il logopedista durano 45-60 minuti alcune volte a settimana; l'interazione con i familiari copre ore ogni giorno. Alcune strategie fondamentali per chi vive con una persona afasica:

  • Parlate lentamente, con frasi brevi e semplici.
  • Date tempo: aspettate la risposta senza completare le frasi.
  • Usate supporti visivi: immagini, gesti, oggetti reali facilitano la comprensione.
  • Riducete il rumore di fondo: TV, radio, conversazioni sovrapposte rendono la comprensione più difficile.
  • Non fingete di aver capito se non avete capito: chiedete di ripetere o di mostrare.
  • Trattate la persona come un adulto competente, non infantilizzate la comunicazione.
  • Celebrate ogni progresso, per piccolo che sia — un gesto nuovo, una parola ritrovata, un'espressione compressa conta.

Per i familiari: il Progetto Afasia di alcune ASL italiane e l'Associazione Italiana Afasici (AIA) offrono gruppi di supporto per i caregiver — non solo per la persona afasica, ma per chi la accudisce. La fatica del caregiver è reale e merita attenzione. Per risorse di supporto alla comunicazione e alla vita quotidiana con l'afasia, consulta le risorse Upbility su comunicazione aumentativa alternativa e disturbi del linguaggio acquisiti.

Trattamenti farmacologici e tecnologici

Allo stato attuale, non esiste un farmaco approvato specificamente per il trattamento dell'afasia. Alcuni studi esplorativi hanno valutato farmaci dopaminergici (levodopa, bromocriptina), memantina, e altri, con risultati promettenti ma non ancora sufficienti per raccomandazioni cliniche consolidate.

Le tecnologie digitali stanno offrendo strumenti nuovi: app di terapia del linguaggio (come Lingraphica o Constant Therapy), stimolazione cerebrale non invasiva (tDCS, TMS transcranica), realtà virtuale per creare ambienti comunicativi simulati. Alcune di queste tecnologie sono già integrate in protocolli riabilitativi avanzati, anche se il gold standard rimane la relazione terapeutica con il logopedista. 

L'impatto dell'afasia sulla qualità della vita

Afasia nei bambini e negli adulti: cause, sintomi

L'afasia non colpisce solo la persona che ne è affetta — colpisce tutta la rete relazionale, familiare, lavorativa e sociale intorno a lei. Il linguaggio è il mezzo attraverso cui esprimiamo chi siamo, cosa pensiamo, cosa vogliamo: perderlo, anche parzialmente, è una delle esperienze più disorientanti e dolorose che esistano.

La depressione reattiva è estremamente comune nelle persone con afasia — fino al 70% secondo alcune stime — ed è spesso sottodiagnosticata perché la difficoltà linguistica rende più difficile esprimere il disagio emotivo. Chi ha afasia di Broca (che capisce tutto) è particolarmente a rischio: consapevole della propria difficoltà, frustrato dall'incapacità di esprimersi, isolato dalla vita sociale. La valutazione e il trattamento dell'umore sono parte integrante di qualsiasi percorso riabilitativo serio.

Per i bambini con afasia acquisita, l'impatto scolastico è enorme e spesso sottostimato. Un bambino che non capisce il linguaggio parlato — come nella sindrome di Landau-Kleffner — non può seguire le lezioni, non può comunicare con i compagni, non può partecipare al gioco. Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e il Piano Didattico Personalizzato (PDP) sono strumenti fondamentali per garantire un percorso scolastico adeguato. Per approfondire il supporto scolastico ai bambini con disturbi del linguaggio, consulta le risorse Upbility sui disturbi del linguaggio e della comunicazione in età evolutiva.

Conclusione

L'afasia è uno dei disturbi più difficili da accettare e da comprendere — per chi ne è colpito, per la famiglia, per chi lo conosce. La persona che avevamo di fronte è lì, pensa, sente, vuole comunicare: ma le parole non arrivano, o arrivano sbagliate, o non riescono ad uscire.

La cosa più importante che questo articolo vuole trasmettere è che l'afasia non è una condanna definitiva. Il cervello ha risorse straordinarie di adattamento. La logopedia funziona. Il coinvolgimento della famiglia funziona. La comunicazione aumentativa funziona. Molte persone con afasia recuperano parzialmente o completamente il linguaggio — e anche quelle che non recuperano completamente imparano a comunicare in modo efficace, a ritrovare una vita sociale, a esprimere chi sono.

Domande Frequenti (FAQ)

Mio padre ha avuto un ictus e ora capisce tutto ma non riesce a parlare. È afasia di Broca?

Il quadro che descrivi — comprensione conservata e produzione gravemente ridotta — è infatti tipico dell'afasia di Broca (o afasia espressiva). Non fluente, lenta, con frasi brevi e telegrafiche. La buona notizia è che questo tipo di afasia, pur essendo molto frustrante per il paziente (che capisce perfettamente la propria difficoltà), tende ad avere una prognosi migliore dell'afasia globale — e risponde bene alla logopedia intensiva. È fondamentale iniziare il prima possibile, idealmente entro i primi giorni dall'ictus. Chiedi al neurologo di avviare subito la presa in carico logopedica.

Mia figlia di 5 anni aveva un linguaggio normale e nelle ultime settimane sembra non capire più quello che le diciamo. Può essere afasia?

Quello che descrivi merita una valutazione urgente. La perdita improvvisa della comprensione del linguaggio in un bambino che prima parlava normalmente è il quadro tipico della sindrome di Landau-Kleffner — un'afasia acquisita epilettica. Non è necessario che il bambino abbia crisi visibili: le scariche epilettiformi possono essere esclusivamente notturne. È fondamentale richiedere subito una visita dal neuropsichiatra infantile e un EEG nel sonno. Più precoce è la diagnosi e il trattamento, migliore è la prognosi per il recupero del linguaggio.

L'afasia migliorerà nel tempo anche senza logopedia?

Un certo recupero spontaneo avviene nelle prime settimane-mesi dopo un ictus, grazie alla risoluzione dell'edema cerebrale e alla riorganizzazione spontanea delle reti neurali. Ma la ricerca è chiara: la logopedia intensiva e precoce produce un recupero significativamente maggiore rispetto all'attesa. La quantità di terapia conta: più ore di logopedia nella finestra critica post-acuta, migliori risultati. Non esiste un momento in cui "è troppo tardi" per iniziare — ma ogni settimana che passa nella fase acuta è preziosa.

Come comunico con una persona afasica che non riesce a parlare?

Alcune strategie pratiche: (1) semplificate il linguaggio — frasi brevi, parole semplici, una informazione alla volta; (2) usate il canale visivo — immagini, gesti, scrittura, oggetti concreti; (3) date tempo — aspettate senza completare le frasi; (4) fate domande chiuse (sì/no) invece di aperte; (5) verificate la comprensione — se avete capito, rispecchiate quello che avete capito e chiedete conferma. E soprattutto: trattate la persona come un adulto competente, anche se non riesce a esprimersi chiaramente. L'intelligenza e la personalità sono intatte.

La CAA (comunicazione aumentativa) rallenta il recupero del linguaggio?

No — questa è una preoccupazione comune ma priva di fondamento scientifico. Le ricerche mostrano che l'uso della comunicazione aumentativa alternativa (CAA) non inibisce il recupero del linguaggio verbale, e in molti casi lo potenzia, riducendo la frustrazione comunicativa e mantenendo attiva la motivazione a comunicare. La CAA non è una resa: è uno strumento che restituisce dignità e autonomia comunicativa, affiancando — non sostituendo — il lavoro logopedico sul linguaggio verbale. Per strumenti e materiali CAA, visita la sezione Upbility comunicazione aumentativa e alternativa.

Quanta logopedia serve per recuperare dall'afasia?

Non esiste una risposta universale, ma le evidenze indicano che l'intensità e la continuità fanno la differenza. Nella fase acuta (prime settimane-mesi), i programmi più efficaci prevedono sessioni quotidiane o quasi. Nella fase di mantenimento, sessioni 2-3 volte a settimana. Il plateau non esiste nel senso in cui viene spesso inteso: studi mostrano che persone con afasia cronica (>1 anno) continuano a migliorare con terapia adeguata. Il limite principale è l'accesso: in Italia, la logopedia nel SSN è spesso insufficiente in quantità, e molte famiglie si trovano a dover integrare con la libera professione.

Cosa succede all'afasia progressiva primaria? Si può rallentare?

L'afasia progressiva primaria (APP) è una malattia neurodegenerativa e, allo stato attuale, non esistono farmaci che ne rallentino significativamente la progressione. Tuttavia, la logopedia ha un ruolo fondamentale: non per fermare il declino, ma per massimizzare la funzione comunicativa nel tempo, insegnare strategie compensative, e introdurre progressivamente strumenti di comunicazione aumentativa (CAA) prima che il linguaggio si deteriori gravemente. La pianificazione anticipata — decisi insieme al paziente mentre può ancora esprimere preferenze — è parte essenziale della presa in carico.

Contenuto originale del team di redazione di Upbility. È vietata la riproduzione di questo articolo, in tutto o in parte, senza indicare il nome dell'editore.

Riferimenti Bibliografici

  • Basso, A. (2003). Aphasia and Its Rehabilitation. Churchill Livingstone. (Testo fondamentale sulla riabilitazione afasiologica)
  • Istituto Superiore di Sanità — ISSalute (2024). Afasia. Disponibile su: www.issalute.it
  • Auxologico (2024). Afasia: cos'è, cause, sintomi, riabilitazione. Disponibile su: www.auxologico.it
  • MSD Manual (2024). Afasia. Disponibile su: www.msdmanuals.com/it
  • Landau, W.M., & Kleffner, F.R. (1957). Syndrome of acquired aphasia with convulsive disorder in children. Neurology, 7(8), 523–530. (Descrizione originale della sindrome SLK)
  • Marshall, C.R., Hardy, C.J.D., Volkmer, A., et al. (2018). Primary progressive aphasia: a clinical approach. Journal of Neurology, 265(6), 1474–1490.
  • Raymer, A.M., et al. (2008). Translational research in aphasia: from neuroscience to neurorehabilitation. Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 51(1).